Cos'è: Applicazione per smartphones Come funziona: lavora in background e viene attivata in due modi: 1- Tramite una serie di "tap" sullo schermo, che potrebbe essere il codice morse del SOS ( punto-punto-punto-linea-linea-linea-punto-punto-punto ) che attivano in automatico una serie di chiamate a numeri prememorizzati (casa, genitori, carabinieri) inviando un messaggio di aiuto e le coordinate GPS di dove si trova l'apparecchio in quell'istante e, da quel momento in poi, per ogni 5 minuti successivi nel caso in cui il dispositivo riveli un movimento; altrimenti, se rimane nella stessa posizione, invia ogni 30 minuti, onde risparmiare batteria. Inoltre viene scattata una foto dalla fotocamera integrata, che permette ai soccorritori di capire la situazione in cui si trova il soggetto che richiede il soccorso (sotto la neve, in mezzo al mare, appeso ad un albero, in casa, ecc) 2- Può essere attivato in remoto da altri soggetti (esempio genitori o carabinieri) che, chiamando l'apparecchio, aggiungono "cancelletto" e un codice al termine del numero. Per esempio, se il numero del cellulare è 333-123456, per attivare l'app da "remoto" sarà sufficiente fare il numero 333-123456 #1111 (dove 1111 è il codice che può cambiare a piacere). Questa opzione è utile se l'utente non ha la possibilità di attivare l'app perchè privo di sensi o immobilizzato. Una volta attivata l'applicazione da remoto, si può ottenere la posizione GPS dell'apparecchio ed eventualmente attivare la fotocamera per capire la situazione in cui si trova il soggetto da soccorrere, o ancora attivare il microfono per parlargi e rassicurarlo sull'arrivo dei soccorsi. A chi serve: persone disperse in mare, in montagna, sotto una valanga, nei boschi, morsi da vipere, macchina in panne in autostrada, anziani soli in casa, forze dell'ordine, eccetera Pro: attivabile sia in "locale" che in "remoto", coordinate GPS della posizione del soggetto aggiornate ogni 5 minuti, utilizzo del GPS se il segnale telefonico non è sufficiente. Soprattutto in casi di emergenza estrema in cui il tempo di ritrovamento diventa fondamentale (esempio: una persona travolta da una valanga ha il 90% di sopravvivere entro i primi 20 minuti, ma questo dato scende al 30% dopo 40 minuti e infine a solo 10% di probabilità dopo 2 ore), utilizzo della fotocamera per ottenere maggiori informazioni sullo stato del soggetto da soccorrere e non arrivare impreparati sul luogo. Contro: rischio di "abuso" della applicazione, magari per motivi non proprio nobili come lo spionaggio. Necessita quindi di una "policy" ben studiata anche a livello legale per non violare privacy, oltre ad una protezione software elevata per eventuali attacchi hacker.
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